Ciao Massimo

Massimo Roccella, il giuslavorista che abbiamo conosciuto, e avuto occasione di apprezzare, quando ha partecipato al dibattito sul lavoro che abbiamo organizzato in occasione del nostro congresso, è morto ieri.

Riportiamo qui il saluto e il ricordo che gli rivolge Alfonso Gianni.

Ciao Massimo

giovedì 04 novembre 2010 22:59 – di redazione

Improvvisamente mercoledì sera è venuto a mancare Massimo Roccella, uno dei migliori giuslavoristi italiani e europei. Laureatosi nel 1975 a Palermo, aveva poi svolto l’attività di ricercatore nel campo del diritto del lavoro e delle relazioni industriali presso enti privati e l’Università di Trento.

Dopo avere ricoperto l’incarico di professore straordinario a Cagliari, aveva assunto quello di ordinario presso l’Università degli studi di Torino dal 1990 fino ai giorni nostri, affiancando al corso istituzionale di diritto del lavoro l’insegnamento del diritto del lavoro della Comunità europea. Ha collaborato a diverse importanti riviste come l’autorevole Rivista giuridica del lavoro. E’ stato autore di molte pubblicazioni importanti, fra le quali un Manuale di diritto del lavoro che ha avuto numerose edizioni.

Ma l’importanza di Massimo Roccella non è solo legata alla sua attività accademica. Massimo ha soprattutto e sempre indirizzato il suo sapere nella direzione della difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Innumerevoli sono stati i suoi scritti polemici, l’ultimo dei quali, pubblicato recentemente su il Manifesto, smontava articolo per articolo il famigerato collegato sul lavoro, evidenziandone il carattere profondamente classista e contrario ai principi costituzionali. Con lo stesso spirito battagliero e tenace, sorretto da una grande finezza analitica e da un profondo background culturale, Massimo è stato uno degli animatori della Consulta giuridica della Cgil.

L’Associazione per i diritti sociali e di cittadinanza affiliata al Crs, di cui Massimo faceva parte, sottolinea giustamente la sua caratura garantista radicale con cui sapeva leggere e decostruire la produzione giuridica in materia di lavoro, la sua capacità di costruire argomentazioni critiche e propositive su temi volutamente resi da altri complicati con estrema semplicità e grande rigore in modo da potere essere inteso da un vasto pubblico. Esponeva i suoi concetti in modo pacato e accattivante, con un senso dell’ironia purtroppo non così frequente e quindi tanto più prezioso che aiutava l’attenzione e la comprensione degli ascoltatori.

Massimo aveva aderito al progetto di Sinistra Ecologia Libertà. Insieme avevamo aperto il congresso di Genova, lo scorso 15 ottobre, con una tavola rotonda sui temi del lavoro e come al solito la sua relazione era stata la più importante, la più seguita, la più lucida. A latere abbiamo parlato di tante cose – persino di calcio, dell’Inter comune passione – ma soprattutto di politica e del congresso nazionale di SEL che era di lì a venire e in cui giustamente riponevamo tante speranze.

Massimo non le vedrà realizzate, ma noi le dobbiamo tradurre in realtà anche per Lui.

Ciao Massimo.

Alfonso Gianni

-->