Negli ultimi mesi il Tigullio è stato teatro di diverse espressioni di un atteggiamento fascista più o meno consapevole.
Dopo le inaccettabili vicende recenti (basti ricordare l’intitolazione a Michele Menechini della caserma della Forestale a Lavagna, il saluto romano dell’ex assessore di Rapallo Giovanni Arena, nonché il recentissimo “boia chi molla!” dell’assessore sammargheritese Bernardin), ci troviamo di fronte ad una ennesima provocazione: il convegno al Gran Caffè Rapallo di un gruppo di “nostalgici” che si pone l’obiettivo di una rifondazione dell’MSI; ad organizzarlo Vincenzo Gubitosi, storico militante del Movimento.
La questione potrebbe probabilmente essere vista come la folcloristica provocazione di un anziano nostalgico, di ben diversa rilevanza politica ed istituzionale rispetto agli infortuni rivelatori degli assessori Arena e Bernardin, ma pure non va presa alla leggera: non ci stanchiamo di ripetere che l’antifascismo è valore indiscutibile e costituzionale di questa
nostra Repubblica.
Ciò che è più sgradevole,e sconcertante, è l’affermazione di Gubitosi: “Il 25 Aprile […] è un giorno anche nostro perché senza i fascisti non ci sarebbe stata la Liberazione”.
Con quel “nostro” Gubitosi rivendica il pieno riconoscimento in un’ideologia che ha segnato un’epoca totalitaria e criminosa. Se l’apologia di fascismo è un reato, non dovrebbero essere permesse iniziative di questo genere.
Per questo il Circolo del Tigullio di Sinistra Ecologia e Libertà si unisce alle dichiarazioni dell’Anpi del Tigullio, ed auspica una reazione, non solo delle istituzioni, delle forze politiche e delle associazioni partigiane, ma dell’intera società civile.
Sinistra Ecologia e Libertà
Circolo del Tigullio
12.04.2011




