SEL SU FINCANTIERI: DI NUOVO AL PUNTO DI PARTENZA? ROMANI E’ FERMO? MARTEDI’ NECESSARIE RISPOSTE VERE

COMUNICATO STAMPA

 

 

Da ieri i lavoratori del Cantiere Navale di Sestri Ponente sono in assemblea permanente, di fatto occupano il cantiere. Le manifestazioni di questi giorni sono un pesante monito per Finmeccanica e per il Governo, che ad oggi non sono stati conseguenti a nessuna delle promesse dei mesi scorsi.

I soldi per l’Accordo di Programma di competenza del Governo sono svaniti, commesse civili a partire da marzo 2011 non ce ne sono, si comincia a dare per scontato che si possa chiudere Sestri Ponente come effetto della crisi della cantieristica a livello mondiale, a cui non si è peraltro capaci di reagire in nessuna maniera . Passati i mesi ci sembra paradossale che si sia tornati al punto di partenza.

Come SEL, nel denunciare invece con forza le responsabilità tutte politiche di questa situazione guardiamo al tavolo di convocato per martedì come all’occasione per verificare se nel ministro Romani vi è o meno un interlocutore credibile.  sicuramente è necessaria in quella sede una rinuncia da parte dell’Azienda a mettere cantiere contro cantiere. In seguito potrà essere utile un tavolo regionale che finalmente coinvolga anche tutte le istituzioni locali, ma solo quando sarà chiaro che non si intende resuscitare il pessimo Piano Industriale dell’Amministratore Bono già a suo tempo ritirato.

Ci spiace per chi dice che non è tempo di manifestazioni contrapposte, ma per noi non è tempo di buonismi di facciata ne di non prendere posizione: il sindacato si pone con ragionevolezza e buon senso, la richiesta di una commessa, anche spostata da altri cantieri, per superare il 2012 sarebbe un segnale importante ed è un minimo segnale necessario. Intanto continuiamo a considerare il dott. Bono più un commissario liquidatore che un manager impegnato nella difesa di una risorsa industriale per l’Italia come la cantieristica, e sosteniamo le lotte e i conflitti dei lavoratori che criticano e si oppongono alle scelte scellerate di Finmeccanica.

Crediamo che, come mesi fa disse il Presidente Napolitano, più che da questo management dell’azienda sia da gli stessi lavoratori e dal loro patrimonio di esperienza ed professionalità che possano venire proposte per il ciclo produttivo, ma intanto riteniamo assurdo che si rinunci completamente al mercato crocieristico per Sestri, senza tra l’altro che Finmeccanica ragioni su nessun altro ciclo produttivo in maniera proattiva.

Come SEL alcune idee peraltro noi le abbiamo avanzato più volte a livello sia locale che nazionale, in particolare il potenziamento di innovazione e ricerca nelle  cosiddette “navi verdi”, nella riconversione delle “carrette del mare”, nella produzione di gasiere, piattaforme off-shore anche eoliche ecc. Tutto questo però a patto che non diventi un pretesto per Finmeccanica per chiudere il cantiere di Sestri Ponente tra pochi mesi, gettando nella disperazione centinaia di lavoratori e le loro famiglie.

 

Genova, 4 ottobre 2011

 

Valerio Barbini
Coordinatore Sel Genova

Matteo Rossi
Capogruppo Sel Regione Liguria

 

-->