Sinistra Ecologia Libertà è contro ogni forma di violenza e, insieme, contro
ogni forma di razzismo e di sfruttamento.
Per il ministro Maroni la rabbia degli extracomunitari di Rosarno, presi a
fucilate, è solo un problema di ordine pubblico, addirittura la conseguenza di
un eccesso di tolleranza.
Per Sinistra Ecologia Libertà la tolleranza è stata invece quella,
inammissibile, verso la ‘ndrangheta e i suoi caporali che tengono in
condizione di schiavitù 50mila lavoratori stranieri.
Sinistra Ecologia Libertà Liguria aderisce fin da subito a quelle iniziative
di solidarietà che le associazioni presenti sul territorio vorranno
sviluppare in questi giorni, offrendo in proprio contributo in termini di
presenza e militanza per la realizzazione delle stesse.
Ribadisce inoltre il proprio impegno a voler creare un clima in cui i
concetti di integrazione e accoglienza siano al centro del vivere sociale,
rigettando ogni tentazione razzista e la cultura della paura che a Genova
si concretizza con l’opposizione alla moschea, consapevole che solo
una pacifica convivenza e la costruzione di una società che offre tutela
e diritti a tutti i cittadini, siano essi italiani o stranieri, può garantire una
reale sicurezza.
I fatti gravi di questi giorni sono la ricaduta delle grandi contraddizioni relative a una
problematica difficile di per sé e aggravata da una legge assurda e pericolosa come la
Bossi-Fini, da una totale assenza di politiche coerenti e efficaci di emersione del lavoro
nero e irregolare e dall’assenza dello Stato e delle istituzioni in larga parte del territorio
calabrese e meridionale. In Calabria la situazione risulta ancor più esplosiva per la
presenza pervasiva della ‘ndrangheta e per il controllo che essa esercita sul territorio con
collegamenti con pezzi della politica e dell’apparato burocratico in tutto il territorio
regionale.
Questa è la lettura da dare degli avvenimenti di Rosarno, esplosi in tutta la loro gravità
dopo l’ennesimo atto di provocazione e intimidazione mafiosa.
Per la Sinistra si rende obbligatoria una battaglia seria per l’abolizione della Legge Bossi-
Fini sull’immigrazione, per rimettere le cose a posto e ritornare a parlare di accoglienza,
tolleranza e integrazione, non utilizzare le questioni della sicurezza e della paura delle
persone per inserire provvedimenti che minano l’uguaglianza dei cittadini e le loro libertà
individuali.
È importante ribadire che la lotta alle mafie e alla ‘ndrangheta ha bisogno di una forte
repressione, ma anche di politiche sociali e del lavoro che tolgano la regione dalla
depressione economica e civile, che facciano superare una situazione di arretratezza,
povertà e indigenza, che diventano il terreno più fertile per imporre la supremazia dei
poteri mafiosi. E non ha bisogno di provvedimenti nazionali a favore dei mafiosi come
l’asta per i beni confiscati e lo scudo fiscale.
Se da un lato, quindi, è prioritario riportare la calma a Rosarno, dall’altro occorre affrontare
la questione in modo organico, affrontando i problemi alla radice e partendo dalla
soluzione dei problemi di lavoratori che sono venuti nel nostro Paese per ricercare una
migliore condizione di vita e che hanno trovato, al contrario, sfruttamento, violenza e
repressione.
Genova, 9 gennaio 2010

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This entry was posted on sabato, gennaio 9th, 2010 at 18:24.
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