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	<title>Sinistra Ecologia Libertà - Liguria</title>
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		<title>Una sfida per Genova</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 19:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[di Stefano Quaranta* &#160; Spesso accade che in presenza di un risultato clamoroso ed inaspettato, come la vittoria di Doria alle primarie, la polemica politica prenda il sopravvento sull&#8217;analisi di ciò che è successo. Credo ci si debba chiedere innanzi tutto perché nessuno o quasi nel mondo dell&#8217;informazione e della politica &#8211; e cioè coloro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Stefano Quaranta*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spesso accade che in presenza di un risultato clamoroso ed inaspettato, come la vittoria di Doria alle primarie, la polemica politica prenda il sopravvento sull&#8217;analisi di ciò che è successo.</p>
<p>Credo ci si debba chiedere innanzi tutto perché nessuno o quasi nel mondo dell&#8217;informazione e della politica &#8211; e cioè coloro che maggiormente dovrebbero avere antenne sensibili a cosa si muove nella società &#8211; avesse previsto l&#8217;affermazione di Doria.</p>
<p>Ritengo che una delle ragioni sia che informazione e mondo politico tendano in gran parte a muoversi in un microcosmo di relazioni consolidate che talvolta sono distanti e poco rappresentative di ciò che si muove nella società e che per questa ragione si confonda spesso l&#8217;antipolitica con la distanza dei cittadini da questo ambito ristretto, sempre più autoreferenziale.</p>
<p>Naturalmente le primarie di Genova andranno studiate con cura, ma alcuni spunti mi paiono emergere con chiarezza a partire da una specificità: a differenza di Cagliari e Milano dove i candidati appoggiati da Sel vengono considerati più credibili per riconquistare città di centrodestra, a Genova Doria viene scelto per rinnovare la classe dirigente di centrosinistra.</p>
<p>Le ragioni che si intrecciano credo siano di carattere nazionale e locale ma hanno molto a che fare più in generale con la crisi della politica e delle sue forme organizzate.</p>
<p>Quando scrissi sul Secolo XIX nel giugno dello scorso anno che le vittorie di Zedda e Pisapia imponevano un percorso partecipato anche a Genova non si parlava ancora di primarie e forse non tutti avevano colto che una fase politica stava finendo e che anche il centrosinistra doveva fare i conti con il protagonismo dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Allora vorrei provare ad entrare nel merito e suggerire alcuni temi, partendo da quello spinoso della &#8220;casta&#8221;: si tende giustamente ad affrontare la questione ponendo l&#8217;accento sui privilegi ed i guadagni ingenti di chi copre cariche pubbliche&#8230; io penso che altrettanto rilevante per i cittadini sia l&#8217;idea che chi fa politica viva in un mondo diverso e distante e che la non conoscenza reale dei loro problemi porti all&#8217;incapacità ed alla non volontà di risolverli; c&#8217;è, io credo, il tema della &#8220;distanza&#8221; e della capacità della politica di essere &#8220;utile&#8221;.</p>
<p>La campagna di Marco Doria, poco monitorata anche dai media, più attenti comprensibilmente ai grandi eventi, si è svolta fra i cittadini in un susseguirsi di incontri di ascolto e confronto, senza la pretesa di avere una risposta immediata a tutto ma favorendo il protagonismo delle tante competenze e conoscenze messe a disposizione e spesso mai raccolte da alcuno.</p>
<p>Un secondo tema è la partecipazione dei giovani e delle donne, attenti al pragmatismo ed al buon senso del professore mai però slegato da quella che Vendola definirebbe &#8220;la narrazione&#8221;, e cioè il fatto che la politica è saper inserire il problema del quartiere in un progetto, in una visione del mondo, in una idea di società alla base della quale vi sono valori, questi sì chiari e non negoziabili.</p>
<p>Marco Doria, la sua storia personale e familiare sono in questo caso emblematici.</p>
<p>Per Genova può trattarsi di un laboratorio importante e di una grande occasione, per farcela abbiamo bisogno di tutte le energie migliori e di tutti i partiti di centrosinistra a partire da Pd e Idv con i quali ci lega anche la sfida per un&#8217;Italia migliore.</p>
<p>Ritorno alle primarie e concludo: grazie alle centinaia di volontari, la maggior parte del Pd, che hanno reso possibile un grande fatto democratico di cui Genova avrà grande giovamento e di cui è bene essere orgogliosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*segretario regionale Sel</p>
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		<title>Lettera di Marco Doria a Sinistra Ecologia Libertà</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 18:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[21 febbraio 2012 &#160; Con questo saluto cordiale mi rivolgo alle compagne e ai compagni di Sinistra Ecologia e Libertà per condividere alcune brevi riflessioni sull’esperienza recente delle primarie di Genova. Riflessioni precedute però da un doveroso e grande ringraziamento per il sostegno aperto, appassionato e leale che il partito, i suoi iscritti e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>21 febbraio 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con questo saluto cordiale mi rivolgo alle compagne e ai compagni di Sinistra Ecologia e Libertà per condividere alcune brevi riflessioni sull’esperienza recente delle primarie di Genova. Riflessioni precedute però da un doveroso e grande ringraziamento per il sostegno aperto, appassionato e leale che il partito, i suoi iscritti e i suoi dirigenti mi hanno dato in questi mesi impegnativi.</p>
<p>Non scopro nulla di nuovo se dico che percorrendo la città, incontrando lavoratori e cittadini appare evidente, da mille segni, la gravità della crisi che colpisce il paese e di cui, come sempre, pagano i prezzi più alti i ceti più deboli. Se questa affermazione è incontrovertibile, meno diffusa è la consapevolezza che per affrontare la crisi occorra un deciso cambio di passo unito alla necessità di ripensare paradigmi per troppo tempo dominanti, immaginando quello che un tempo si sarebbe chiamato “un nuovo modello di sviluppo”. Per questo sono necessarie una straordinaria mobilitazione di energie, saperi e competenze e una grande passione civile.</p>
<p>La democrazia e la partecipazione attiva dei cittadini sono la strada maestra per valorizzare tali energie e tali saperi, forma e sostanza della nostra idea di società. In questo le primarie hanno rappresentato una occasione preziosa che siamo stati capaci di cogliere. SEL ha saputo svolgere un ruolo positivo, valorizzando ricchezze e potenzialità del partito politico ed evitando ogni rischio di autoreferenzialità e isolamento.</p>
<p>Ci attende adesso un nuovo periodo, altrettanto impegnativo in cui in parte diverse saranno le dinamiche. Ne usciremo bene se sapremo, tutti insieme, mantenere netta l’idea di una politica alta, la capacità di leggere la società e i suoi problemi, la sensibilità piena al disagio diffuso, il realismo e la concretezza nell’individuare le soluzioni praticabili mantenendo viva la voglia di continuare a sognare un mondo diverso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Marco Doria</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marco Doria: 46%</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 11:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sinistraelibertaliguria.com/wp-content/uploads/2012/02/grazie-4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3774" title="grazie-4" src="http://sinistraelibertaliguria.com/wp-content/uploads/2012/02/grazie-4-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a></p>
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		<title>1 febbraio: Nichi Vendola incontra Marco Doria</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; NICHI VENDOLA incontra MARCO DORIA alla Sala Chiamata del Porto, Piazzale San Benigno &#8211; Genova interviene Don Andrea Gallo conduce Luca Telese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;">NICHI VENDOLA</span></h1>
<p><span style="color: #ff9900;"><br />
</span></p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><br />
</span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;">incontra</span></h1>
<p><span style="color: #ff9900;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ff9900;"><br />
</span></p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;">MARCO DORIA</span></h1>
<p><span style="color: #ff9900;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">alla Sala Chiamata del Porto, Piazzale San Benigno &#8211; Genova</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">interviene</span></h2>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;">Don Andrea Gallo</span></h1>
<p><span style="color: #ff9900;"><br />
</span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">conduce</span></h2>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;">Luca Telese</span></h1>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff9900;"><br />
</span></p>
<p><img class="aligncenter" title="Manifesto Vendola" src="http://sinistraelibertaliguria.com/wp-content/uploads/2012/01/70x100_MANIFESTO_DORIA_VENDOLA-small.jpg" alt="" width="345" height="493" /></p>
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		<title>Comunicato stampa SEL Circolo del Tigullio su Ospedale di Santa Margherita Ligure</title>
		<link>http://sinistraelibertaliguria.com/2011/12/20/comunicato-stampa-sel-circolo-del-tigullio-su-ospedale-di-santa-margherita-ligure/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 14:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Tigullio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Circolo del Tigullio di Sinistra Ecologia e Libertà chiede che la Giunta Regionale, dove peraltro SEL non è rappresentata, si impegni a mantenere per la struttura dell&#8217;ormai ex ospedale di Santa Margherita Ligure una funzione mista, che garantisca servizi sanitari essenziali. Comprendiamo i problemi di bilancio, colpa anche della manovra Monti che, invece di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Circolo del Tigullio di Sinistra Ecologia e Libertà chiede che la Giunta Regionale, dove peraltro SEL non è rappresentata, si impegni a mantenere per la struttura dell&#8217;ormai ex ospedale di Santa Margherita Ligure una funzione mista, che garantisca servizi sanitari essenziali.</p>
<p>Comprendiamo i problemi di bilancio, colpa anche della manovra Monti che, invece di accanirsi sulle fasce di reddito più basse, avrebbe dovuto prevedere la patrimoniale.</p>
<p>Far pagare due volte ai cittadini liguri i tagli lineari del governo Berlusconi ci sembra non sostenibile.</p>
<p>Altresì riteniamo che, se nella valorizzazione del patrimonio sanitario dovesse esserci anche l’ex ospedale di Santa Margherita Ligure, ciò non debba servire solo a fare cassa ma debba essere prevista la realizzazione di una piastra ambulatoriale (dentro l’immobile stesso o in un altro luogo), condizione indispensabile per garantire un servizio pubblico dignitoso per i cittadini e utile al sistema sanitario regionale.</p>
<p>Ivan Repetto<br />
Coordinatore Circolo del Tigullio<br />
Sinistra Ecologia e Libertà</p>
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		<item>
		<title>Sel: un&#8217;altra manovra è possibile. Le nostre proposte.</title>
		<link>http://sinistraelibertaliguria.com/2011/12/11/sel-unaltra-manovra-e-possibile-le-nostre-proposte/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 13:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sinistra e Libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul sito nazionale di Sel potete trovare le nostre proposte per un&#8217;altra manovra è possibile e per le pensioni, per una maggiore equità e una giusta crescita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul <a href="http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/mobilitiamoci-ecco-le-nostre-proposte/">sito nazionale di Sel</a> potete trovare le nostre proposte per un&#8217;altra manovra è possibile e per le pensioni, per una maggiore equità e una giusta crescita. </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Una manovra iniqua. Mercoledì le nostre proposte</title>
		<link>http://sinistraelibertaliguria.com/2011/12/06/una-manovra-iniqua-mercoledi-le-nostre-proposte/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 11:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l’illustrazione della manovra, che avevamo atteso con rispetto e senza giudizi preventivamente negativi, Sinistra Ecologia Libertà esprime una profonda contrarietà a quanto emerso nei singoli provvedimenti. Si tratta di una manovra che colpisce le fasce più deboli del paese, già ampiamente penalizzate dalla crisi, mentre esenta le grandi ricchezze e, addirittura, favorisce i maggiori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’illustrazione della manovra, che avevamo atteso con rispetto e senza giudizi preventivamente negativi, Sinistra Ecologia Libertà esprime una profonda contrarietà a quanto emerso nei singoli provvedimenti. Si tratta di una manovra che colpisce le fasce più deboli del paese, già ampiamente penalizzate dalla crisi, mentre esenta le grandi ricchezze e, addirittura, favorisce i maggiori responsabili della crisi stessa. Siamo nettamente contrari alla <strong>stangata sulla prima casa</strong>, sia per la reintroduzione indiscriminata dell’Ici che per la rivalutazione delle rendite catastali. Intanto, non si introduce neppure una blanda tassazione sui patrimoni. Al contrario si aumenta l’IVA!</p>
<p>La cosiddetta <strong>riforma delle pensioni</strong> in realtà taglia da subito gli adeguamenti alla crescita del costo della vita, allunga ingiustamente l’età per tutti, non distinguendo tra i differenti tipi di lavoro, non introduce nessuna misura che garantisca la pensione a chi oggi è giovane, spesso precario o disoccupato. In questo contesto, con lavoratori ultracinquantenni che stanno perdendo il lavoro e che dovranno aspettare troppi anni per raggiungere la pensione, le più colpite sono le donne, costrette, in un momento in cui si taglia ulteriormente la spesa sociale, a sobbarcarsi il maggior peso familiare della crisi.</p>
<p>Tra le tante misure che non ci convincono ce n’è una che giudichiamo potenzialmente <strong>devastante</strong>. Si tratta della <strong>garanzia dello Stato per le passività bancarie</strong>, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni, o a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite! Non è vero che è stato fatto in tutta Europa: è una misura che è stata applicata solo dall’Irlanda e che ha portato quel paese al fallimento. Le banche possono essere garantite, mentre i cittadini devono tirare la cinghia.</p>
<p>Sul versante della crescita non c’è nulla, a parte l’ennesimo <strong>regalo alle imprese</strong><strong> </strong>con la deduzione dell’Irap. Nulla sul disastroso dissesto idrogeologico. Nulla sul Sud. Nulla sul bonus per l’incentivo alle energie rinnovabili. Nulla per rilanciare la competitività attraverso gli investimenti in innovazione e sviluppo.</p>
<p>Appare poi risibile, se non fosse anche preoccupante, l’abolizione delle giunte provinciali e la riduzione dei consigli. Rimangono le province come struttura prefettizia, con tanto di presidente podestà, mentre l’unica cosa è il taglio della rappresentanza e la riduzione della democrazia. Si taglia la democrazia ma non i veri costi e privilegi della politica. Tutto ciò che aveva promesso Monti sul versante dei <strong>sacrifici</strong> c’è, mentre <strong>su crescita ed equità davvero nulla.</strong> Intanto la Pdl incassa e, come temevamo, nulla si è fatto sull’asta delle frequenze (che da sola avrebbe portato in cassa <em>alcuni</em><em> </em>miliardi di euro) e sulla patrimoniale.</p>
<p><strong>Mercoledì prossimo</strong> illustreremo compiutamente<strong> </strong><strong>le nostre critiche alla manovra e le nostre proposte alternative</strong> in una conferenza stampa, mentre<strong> </strong><strong>domenica 11 dicembre</strong> proponiamo <strong>una giornata di mobilitazione straordinaria</strong> per informare ed ascoltare i cittadini. Sinistra Ecologia Libertà intende avviare immediatamente un largo processo di consultazione con le forze sociali, politiche ed istituzionali per chiedere che si cambi radicalmente il contenuto dei provvedimenti e che in Parlamento si avvii un confronto vero, evitando la pantomima di una discussione sotto il capestro dell’emergenza.</p>
<p>Coordinamento nazionale SEL</p>
<p><a href="http://www.sinistraecologialiberta.it/vetrina/manovra-iniqua-mercoledi-le-nostre-proposte/">http://www.sinistraecologialiberta.it/vetrina/manovra-iniqua-mercoledi-le-nostre-proposte/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Idee diverse su SEL</title>
		<link>http://sinistraelibertaliguria.com/2011/12/05/idee-diverse-su-sel/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 14:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[di Roberto Musacchio Non c’è dubbio che la previsione su cui SEL ha costruito tutta la sua politica di fase erano le elezioni politiche ravvicinate. Questa ipotesi, per dirla con Popper, è stata falsificata dai fatti. In politica le previsioni contano e sbagliare sul che cosa sta per accadere non è cosa di poco conto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Roberto Musacchio</p>
<p>Non c’è dubbio che la previsione su cui SEL ha costruito tutta la sua politica di fase erano le elezioni politiche ravvicinate.</p>
<p>Questa ipotesi, per dirla con Popper, è stata falsificata dai fatti. In politica le previsioni contano e sbagliare sul che cosa sta per accadere non è cosa di poco conto.</p>
<p>Vorrei pregare chi ha la pazienza di leggere queste note di non considerarle per quello che non sono e cioè un momento di polemica interna. Vorrei provare invece, essendo stato uno di quelli che ha voluto che SEL nascesse, e avendo maturato però una distanza crescente dal suo modo di essere, a vedere se si può ancora ragionare insieme.</p>
<p>Quando dico che si è sbagliata la previsione, non dico che le elezioni anticipate non dovessero essere augurabili. Anzi, in questi anni, ho scritto io stesso più volte che erano necessarie ed auspicabili. Ma non probabili. Perché?</p>
<p>Prima perché ritenevo che Berlusconi non avesse interesse a farle, e le opposizioni fossero troppo subalterne per imporle. Poi, però, perché si è cominciata a manifestare una crisi radicale, economica sociale politica e democratica, che spostava tutto l’assetto delle forze in campo. E spostava l’asse politico della fase verso l’Europa tecnocratica come luogo delle decisioni.  Verso la &#8220;sospensione&#8221; della democrazia, come modo per assumerle. Verso una ulteriore, drastica e qualitativamente, oltreché quantitativamente, mai vista prima,  rottura dei vecchi compromessi sociali, come sostanza delle decisioni stesse.</p>
<p>Devo dire che la riflessione su questo processo mi è parsa, anche in SEL, assolutamente inadeguata. Alla domanda, che mi appariva sempre più pressante, sul come si pensasse di governare in modo alternativo, io non ho sentito risposte, almeno per me, convincenti. E quando dico convincenti, dico risposte che non si limitino a dire che occorre trovare un modo alternativo di pagare.</p>
<p>Giusto, ma insufficiente, perché se non si rimuove il sistema che vive di speculazione sul debito non si esce da questo quadro. L’assenza di una idea alternativa di governo, all’altezza dei problemi, e dunque di dimensione europea e sistemica, ha inciso non poco nell’ &#8220;inerzia&#8221; della fase, remando contro le elezioni anticipate e favorendo la soluzione poi realmente realizzatasi, e cioè il governo Monti.</p>
<p>E la caduta di Berlusconi si è avuta quando è maturata questa alternativa e non altre. Soluzione, quella di Monti, per altro fortemente spinta dalle elites europee, a partire da quelle tedesche, che &#8220;tifano&#8221; per grandi coalizioni ritenute le uniche in grado di reggere l’impatto della fase così dura.</p>
<p>Basta seguire un po’ di dibattito politico tedesco per saperlo e prevedere che dopo quella realizzata nel Land di Berlino la <em>grosse koalition</em> apparirà sullo sfondo per il Bundestag. La subalternità del socialismo europeo a tutto ciò è stata ed è impressionante, e lascia sul campo altri due dei pochissimi governi socialisti rimasti, quello spagnolo, che perde le elezioni e il rapporto con gli <em>indignados</em>, e quello greco. Con quest’ultimo che lascia il passo ad una grande alleanza comprensiva dell’estrema destra e sotto la presidenza di un uomo della BCE. E questa subalternità fa sì che tutto il pacchetto europeo, il <em>six pack</em>, che dà corpo a Europlus, per intenderci quello che rende le lettere della BCE e del Commissario agli affari finanziari ordinaria prassi di<em> governance</em>, è passato praticamente senza colpo ferire.</p>
<p>Per di più in Italia, l’Italia della Seconda Repubblica, la crisi di ruolo della politica si è addirittura aggravata rispetto a quella della Prima Repubblica e rende la soluzione &#8220;tecnica&#8221; come più &#8220;auspicata&#8221; rispetto a quella politica.</p>
<p>I partiti della seconda repubblica, connessi al sistema maggioritario, sono diventati ancor di più mere coalizioni elettorali senza per altro recuperare stima popolare.</p>
<p>Il deficit democratico si è addirittura accresciuto e non a caso il governo tecnico si impone &#8220;facilmente&#8221;.  Qui c’è un nuovo punto di sofferenza, per me. Lungi dal discutere delle degenerazioni della seconda repubblica e sulla sua crisi, SEL ha deciso di assumere come suo campo identitario uno dei suoi pilastri e cioè la cultura e la politica del maggioritario.</p>
<p>La previsione delle elezioni a portata di mano si è fatta talmente prevalente dal far considerare, ed assumere, in modo per altro &#8220;frettolosi&#8221;, atti per nulla scontati, a mio avviso anche rispetto al congresso di Firenze, come l’adesione al referendum maggioritario e al &#8220;nuovo ulivo&#8221;. Una sorta di &#8220;opportunità&#8221; che fa virtù.</p>
<p>Politica corsara? Non direi. Piuttosto mi pare un eccesso di tatticismo che finisce col cambiare la natura del soggetto.</p>
<p>Quando Bersani propose per la prima volta il nuovo ulivo, SEL non aderì così risolutamente come è accaduto poi con la &#8220;foto di Vasto&#8221;. E questa mi appare una pura involuzione che àncora SEL al vecchio della vecchia fase senza per altro incidere sul corso degli eventi. Quella foto non ha per nulla portato alle elezioni né impedito il governo tecnico. Al contrario la debolezza strategica dell’impianto del centrosinistra si conferma ancora una volta e  fa sì che anche &#8220;nella tattica&#8221; Bersani possa traslare da Vasto a Monti.</p>
<p>C’è un approdo di SEL tutto interno al centrosinistra, sovrapposto, forse anche gerarchicamente, alla ricostruzione di una sinistra autonoma, alternativa e di massa. Anche qui senza nessuna riflessione ponderata sull’esperienza del centrosinistra che pure ha condiviso, governando per 8 anni, questa lunga fase segnata dal berlusconismo e dalla costruzione di questa Europa, senza saper invertire il trend ed anzi fallendo sostanzialmente più volte, e in varie forme, la prova del governo.</p>
<p>Proprio dal fallimento di quella fase nasceva l’esigenza di una diversa esperienza per ripartire, e invece ci si accontenta di una aggettivizzazione, il solito &#8220;nuovo&#8221;. Abbiamo imparato dai tempi dello scioglimento del Pci che non basta definire nuovo qualcosa per cambiarne la natura storica.</p>
<p>Quando si chiede, all’apertura di una nuova fase, che Monti sia un governo di breve durata, e si viene nuovamente smentiti dai   fatti, si mostra che ancora una volta non si comprende appunto la natura nuova della fase. Non solo Monti non nasce per essere breve, ma anzi la sua spinta è a ristrutturare tutta la politica in funzione di questa nuova fase, europea, e di una terza repubblica italiana. Con al centro l’opzione di rendere impraticabile qualsiasi alternativa sostanziale rispetto a politiche sempre più &#8220;TINA&#8221;, <em>there is not alternative</em>, non c’è alternativa. Opzione che si può incarnare in grandi coalizioni, che sono quelle auspicate, o in bipolarismi sostanzialmente omologhi.</p>
<p>Se si dice che rispetto a tutto ciò si continua a far leva su Vasto, e cioè sul centrosinistra, per me si dice che si fa leva su niente, su qualcosa che appartiene al passato. Un passato che ha prodotto una lunga stagione che in Italia va da Ciampi a Monti e non a caso ha visto la sinistra sempre più marginale e il corso degli eventi sempre più dominato dalla rivoluzione conservatrice. Ma un passato che non è poi molto migliore in Europa vista la crisi del socialismo europeo.</p>
<p>Pensare a Monti come una parentesi è un grave errore. L’Italia che verrà fuori da questa esperienza sarà infatti molto diversa. Pensiamo solo a cosa significherà il fatto che sarà stato inserito il pareggio di bilancio in Costituzione con un voto che sarà così ampio che non permetterà neanche di avere un referendum confermativo.</p>
<p>Né vale la nuova variante tattica e cioè che così si determinerà il big bang del PD. La mia previsione è che il PD non si romperà e che invece sarà tutto intero subalterno alla ristrutturazione del centrodestra. E la baso su fatti strutturali: se non c’è una alternativa reale alle politiche dominanti, forze politiche che sono incapaci di questa alternativa, sono spinte oggettivamente e soggettivamente a  coogovernare le politiche prevalenti. E temo che questo accadrà in Italia come in Germania.</p>
<p>Questa situazione non può essere cambiata se non rompendo quello che Bertinotti chiama il recinto. Il recinto è il paradigma del pensiero unico della rivoluzione conservatrice che, in particolare in Europa, ha devastato le sinistre costringendole alla resa o all’impotenza. Se non si opera questa rottura non c’è alternativa, neppure di governo e tanto meno di società, che stia in piedi.</p>
<p>La mia idea di SEL era quella che nascesse per rompere questo recinto lavorando ad una sinistra che fosse proiettata in una esigenza del futuro, in Italia e in Europa, e lavorasse a ricostruire nella società una alternativa poggiata sui movimenti reali. L’esatto opposto che l’autoconfinarsi  nei vecchi schemi del centrosinistra o del socialismo europeo.</p>
<p>Ormai da tempo temo che abbiamo pensato cose diverse nel dar vita a SEL. Venivamo da una sconfitta tremenda che ci aveva portato addirittura fuori dai Parlamenti. Ma soprattutto venivamo dalla sconfitta di non essere riusciti a dar vita a quel cambiamento per il quale, pure con tanta passione, ci eravamo battuti. Proprio  per questo non mi basterebbe proprio il pur auspicabile ritorno in Parlamento delle sinistre. ma vorrei  che tornasse la possibilità di cambiare. Che è poi quello che chiede il famoso 99%.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intesa Comune-Centri sociali. Un accordo che potrebbe fare scuola.</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 15:18:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con la sottoscrizione dell&#8217;intesa tra l&#8217;associazione presieduta da don Andrea Gallo e l&#8217;amministrazione comunale, si conclude positivamente la lunga trattativa che ha impegnato, per oltre un anno, i quattro centri sociali autogestiti cittadini e il Comune di Genova. I termini dell&#8217;accordo sono ormai noti: due centri sociali manterranno le strutture che già occupano da oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la sottoscrizione dell&#8217;intesa tra l&#8217;associazione presieduta da don Andrea Gallo e l&#8217;amministrazione comunale, si conclude positivamente la lunga trattativa che ha impegnato, per oltre un anno, i quattro centri sociali autogestiti cittadini e il Comune di Genova.</p>
<p>I termini dell&#8217;accordo sono ormai noti: due centri sociali manterranno le strutture che già occupano da oltre dieci anni; gli altri, invece, si trasferiranno in nuove sedi. Per tutti varranno le norme previste dal Regolamento cittadino sull&#8217;utilizzo del patrimonio destinato ad uso associativo.<br />
Più di questo, però, importante è stato il cambio di atteggiamento, primo in Italia, tanto di Comune, quanto dei centri sociali. Se i governi locali, infatti, rispetto a queste aggregazioni giovanili hanno per lo più alternato virili esibizioni muscolari a blande condotte tolleranti, rinnegando comunque sempre il ruolo di soggetti negoziali ai centri sociali autogestiti, quest&#8217;ultimi &#8211; per parte loro &#8211; sono spesso caduti vittima del pregiudizio ideologico che l&#8217;unica garanzia per salvaguardare la propria originalità e la propria radicalità fosse rifiutare qualunque dialogo con l&#8217;istituzione.<br />
Bandite queste incrostazioni, l&#8217;intesa è stata possibile.<br />
Naturale che adesso la destra grugnisca e dia dimostrazione di nervosismo. La disturba che settori del precariato giovanile antagonista che preferirebbe sempre congelati nella rappresentazione ribellistica (e facilmente domabile) del 15 ottobre romano, vengano riconosciuti dalle Istituzioni ed elevati al rango di controparte. La infastidisce che luoghi di autogestione, possibili laboratori di riaggregazione sociale, di coesione e solidarietà del proletariato giovanile, siano tutelati e garantiti: forse converrebbe non dimenticare mai che molti di questi centri, pure a Genova, sono diventati un possibile approdo per molti immigrati di seconda e terza generazione.<br />
Insomma, per loro, ad una generazione condannata alla precarietà, che la si vorrebbe definitivamente arresa ed asservita, mai dovrebbero essere riconosciuti diritti.<br />
Tutto il contrario, in definitiva, delle ragioni per cui confidiamo che l&#8217;accordo fatto a Genova possa diventare esempio pure nelle altre città.</p>
<p>Bruno Pastorino</p>
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		<title>Comunicato Sel Chiavari su Amministrazione comunale di Chiavari</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 15:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le vicende che coinvolgono l’attuale amministrazione di Chiavari ancora una volta dimostrano come vi sia l’urgente necessità di un cambiamento nella gestione della città. La maggioranza va perdendo pezzi. I “topi” abbandonano la nave del Sindaco condannato a 6 anni per reati proprio contro “la cosa pubblica” . Nel più totale disprezzo per la legalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le vicende che coinvolgono l’attuale amministrazione di Chiavari ancora una volta dimostrano come vi sia l’urgente necessità di un cambiamento nella gestione della città.</p>
<p>La maggioranza va perdendo pezzi. I “topi” abbandonano la nave del Sindaco condannato a 6 anni per reati proprio contro “la cosa pubblica” .</p>
<p>Nel più totale disprezzo per la legalità e per i propri cittadini Vittorio Agostino non ha nessuna intenzione di dare le dimissioni da una carica della quale si sta dimostrando ampiamente indegno.</p>
<p>Non solo: con la sua abituale arroganza continua a reiterare i suoi comportamenti nepotistici supportando, se non altro con la sua permanenza, le attività di suo figlio Alessandro, anch’egli condannato a 3 anni perché coinvolto negli stessi reati.</p>
<p>Ricordiamo che il ricorso alla Corte di Cassazione riguarda “le procedure” ma non “il merito”!</p>
<p>A nostro avviso, la città non può sopportare oltre una tale situazione i cui costi, al momento non quantificabili, ricadranno inevitabilmente sulle spalle dei cittadini.</p>
<p>L’amministrazione di Agostino ha avuto buon gioco finché è durata la stagione delle “vacche grasse” ma ormai mostra la sua vera essenza.</p>
<p>L’arroganza, la totale mancanza di sensibilità democratica e di rispetto per la cittadinanza nel suo complesso, lo hanno portato fino a tentare di imporre progetti megalomani e dannosi per la città.</p>
<p>Il devastante parcheggio interrato di Piazza N. S. dell’Orto, la colata di cemento totalmente ingiustificabile di piazza dell’Umanità sono solo una parte di questi nei quali si palesa la totale mancanza di educazione urbanistica e ambientale.</p>
<p>Con lo scopo di dare alla città un nuovo governo, rispettoso della legalità, della democrazia e dell’ambiente in cui viviamo, SEL partecipa alla coalizione di Centro Sinistra che si presenterà alla prossima tornata elettorale.</p>
<p>SEL invita tutti i cittadini e, in particolare, i suoi elettori a partecipare a questa importante fase della vita della città, soprattutto al fine di evitare il riemergere delle consueti e consunti “esponenti politici” che cercano di sopravvivere passando da un partito all’altro, da una lista civica all’altra, da un assessorato all’altro, dimostrando in tale maniera di non essere portatori di alcun reale progetto finalizzato alla buona gestione della città ma solo dei propri personali interessi.</p>
<p>Sinistra Ecologia e Libertà - Circolo del Tigullio</p>
<p>Ivan Repetto  (Coordinatore di Circolo)<br />
Maurizio Fortugno (Referente Territorale per Chiavari)</p>
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